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Malattie e parassiti degli alberi da frutta e delle bacche

Definisci con i seguenti concetti il quadro sintomatologico:
Antonomo, Bolla del pesco, Bozzacchione del susino, Cancro del fusto del lampone e della mora, Coleottero del lampone, Eriofide della vite, Falene, Moniliosi, Ruggine del pero, Ticchiolatura della frutta a granelli, Tignola del prugno, Vaiolatura della frutta a nocciolo

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Antonomo

(della fragola, del lampone e talvolta anche della rosa)

Quando i fiori appassiscono e gli steli si piegano significa che questo coleottero è all’opera. Nero e lungo circa 2,5 cm, depone le uova nei boccioli dei fiori. La larva bianca apoda si nutre del gambo del fiore passando attraverso il bocciolo. Nelle varietà con fioritura abbondante l’attacco è più tollerato: i frutti saranno inferiori, ma più grandi. Se, per esperienza, è prevista un’infestazione forte, il trattamento va effettuato poco prima della fioritura.

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Bolla del pesco

Le foglie si riempiono di bolle e si arricciano, assumendo un colore tra il chiaro e il rossiccio, poi seccano e cadono prematuramente. Anche i frutti infestati mostrano rigonfiamenti grinzosi. Spesso le infestazioni gravi causano la gommosi e possono portare alla morte degli alberi. Il fungo sverna nelle pieghe della corteccia e nelle gemme delle foglie. L’infezione si verifica all'inizio della primavera, ancor prima dell’apertura delle gemme, ed è favorita dal tempo umido e fresco. La predisposizione alla malattia dipende dalla varietà della pianta.

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Bozzacchione del susino

Crescendo i frutti si deformano e si allungano diventando rugosi e farinosi. La polpa rimane verde e dura e al posto del nocciolo si forma uno spazio vuoto. Le malformazioni sono dette anche «susine del diavolo». La malattia è causata da un fungo che sverna nelle fessure delle cortecce e infesta il talamo dei fiori in primavera. È diffusa soprattutto negli anni caratterizzati da un tempo umido e fresco.

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Cancro del fusto del lampone e della mora

Questa malattia provoca la formazione di macchie viola sui rami giovani, sulle gemme e nel punto di attacco del picciolo. In primavera le gemme spuntano a stento o non spuntano del tutto. Il fungo infesta interamente il ramo, portando poi alla morte della corteccia che diventa grigio argentea. Oltre ai trattamenti fungicidi, dopo il raccolto i rami colpiti devono essere tagliati a livello del suolo e bruciati dato che le spore fungine possono sopravvivere a lungo sulle piante morte.

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Coleottero del lampone

Il coleottero del lampone depone le sue uova nei fiori del lampone. Le larve crescono da 6 a 8 mm e all’interno del lampone si nutrono del frutto. Le larve del coleottero del lampone vengono spesso anche chiamate vermi del lampone. Spesso l’infestazione viene scoperta solo al momento della raccolta dei lamponi.

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Eriofide della vite

Le eriofidi della vite succhiano le foglie causando delle bollicine sul lato superiore della foglia. Sul lato inferiore dove ha succhiato l’eriofide si forma una sottile retina dal colore biancastro a rossastro. Spesso viene confuso con la peronospora. Nel caso di peronospora le parti colpite si seccano.

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Falene

(su frutta a nocciolo e a granelli e latifoglie)

Queste piccole larve lunghe 2,5 cm, che avanzano inarcando il corpo, sono dannose per le piante. Si nutrono infatti delle gemme di fiori e foglie, poi delle foglie intere, fino a causare la defogliazione totale della pianta. Solo i maschi sono farfalle alate. Le femmine, lunghe 6–7 mm, non sanno volare e possiedono zampe molto lunghe e scure. Da fine ottobre abbandonano la crisalide nel terreno, risalgono lungo il tronco e depongono le uova nelle fessure della corteccia. Lo svernamento avviene all’interno delle uova rosse. Le larve si sviluppano nutrendosi da primavera fino a giugno circa, poi si rintanano nuovamente nel terreno e si trasformano in crisalide. La lotta contro questi parassiti deve essere strategica:
1. anello adesivo per catturare le femmine.
2. olio invernale contro le deposizione delle uova.
3. trattamento diretto contro le larve.

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Moniliosi

(su frutta a granelli)

Moniliosi dei fiori e dei rami: con tempo piovoso e freddo, i fiori e i getti muoiono improvvisamente. Marcescenza dei frutti punti marci su frutti maturi e in maturazione, dove compaiono rapidamente pustole chiare a forma di anello. I frutti colpiti si raggrinziscono. In caso d'infestazione tardiva, i frutti possono marcire anche dopo essere già stati raccolti.

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Ruggine del pero

È difficile non notare le macchie di colore vivo giallo-arancione che si estendono su tutta la superficie della foglia del pero con un disegno a griglia. Sulla pagina inferiore della foglia sorgono le spore fungine che formano pustole scure. L’infezione si trasmette in primavera dall'ospite intermedio, il ginepro. Le spore sono trasportate dal vento, in particolare quando il tempo è umido. Per prevenire e ridurre l’infestazione è consigliabile raccogliere e bruciare le foglie più colpite.

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Ticchiolatura della frutta a granelli

È la malattia principale di meli e peri che ha come conseguenze la caduta del fogliame e dei frutti, l’apparenza poco invitante di questi ultimi e la loro conservazione limitata. Le spore fungine svernano sulle parti colpite (getti o foglie cadute). Le infezioni si verificano in primavera, col tempo umido, causando sul fogliame la formazione di macchie simili a lentiggini e, sui frutti, macchioline scure che si diffondono rapidamente. Le parti infestate si lacerano e rilasciano nuove spore che causano altre infezioni. La ricettività dipende dalla varietà della pianta.

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Tignola del prugno

(in particolare su susini e prugni, raramente su albicocchi, peschi e mandorli)

L’anemone funge da ospite intermedio per questa specie fungina che ha quindi un ciclo di sviluppo di due anni. Colpisce gli alberi da frutta in primavera, coprendo la parte superiore delle foglie di macchioline gialle e quella inferiore di pustole fungine color ruggine dalle quali hanno origine altre infezioni da luglio a agosto. Forti infestazioni provocano la morte e la caduta delle foglie, così come una maturazione insufficiente dei frutti, soprattutto nelle qualità tardive.

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Vaiolatura della frutta a nocciolo

La malattia si manifesta inizialmente con la comparsa sulle foglie di macchie circondate di rosso che seccano e cadono, facendo comparire dei fori simili a quelli dei colpi da sparo. Le ciliegie infestate mostrano macchie scure infossate che le fanno raggrinzire. Nel pesco l’infezione può colpire i giovani getti, con macchie circondate di rosso e spesso gommosi. Se l’infestazione si diffonde a tutto il getto, la parte superiore muore. La malattia sverna nelle fessure delle cortecce e sui frutti rimasti appesi. Dalla primavera all'estate la pioggia favorisce lo sviluppo di nuove infezioni.

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